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ESPERIENZA AL DAP FESTIVAL

Foto di Lorenzo Montanelli

Dopo tanto tempo, ho ripreso il mio vecchio lavoro di segretaria ed organizzatrice, e l’occasione è nata nell’ambito del DAP Festival di Adria Ferrali.

E’ stata un’esperienza molto forte, intensa e profonda che mi ha portato un cambiamento interiore.

Ho sperimentato veramente la mia capacità di mantenere la calma e non perdere la mia centralità, in situazioni di emergenza; la capacità di risolvere i problemi in maniera pratica e la mia generosità, ma anche la mia sensitività. E’ stato interessante osservare e sentire, tutto ciò che i sensi normali non captano, ma andare un po’ oltre; affidarsi a quei sensi più sottili, “superiori”, che ti aiutano a comprendere le persone nella loro totalità. Ho incontrato tante anime, vaganti alla ricerca della propria strada, anime coraggiose e meno coraggiose, anime che sono riuscite a portare un messaggio, anime tristi, sofferenti, anime realizzate. Ci sono stati veramente attimi nei quali, attraverso la danza di alcuni interpreti, sono riuscita a captare il messaggio del coreografo/a e questo messaggio mi ha toccato il cuore, ho sentito amore, ma anche poesia, tatto, delicatezza ma anche forza e coraggio. Ho percepito il vissuto dei corpi che si muovevano, parlavano di se stessi, di quello che era celato.

Credo che nel mondo sia importante lasciare un segno, e questo lo possiamo fare solo se siamo in contatto con il cuore, e questo segno parla solo di amore.

In alcuni momenti c’e stato il desiderio di stare in silenzio, di meditare, di ritrovarsi nel corso della giornata.

Un altro aspetto da mettere in evidenza, e di cui ho fatto esperienza, è stata la collaborazione con enti e cooperative che si occupano di disabilità. La danza ha unito tutti, ha abbattuto ogni barriera, ha reso i limiti delle risorse, ha unito sulla frequenza del cuore e quindi dell’amore. Tutto si é svolto in armonia e non ha avuto importanza il saper parlare, perché i corpi in movimento ed i piccoli gesti, hanno parlato, hanno raccontato la loro storia.

Quante storie ogni giorno ci passano davanti e non ci soffermiamo abbastanza per ascoltarle. Quante sensazioni, quante emozioni nascondono.

Quando balli la verità non può essere camuffata, perché il corpo quando si esprime può solo farlo nella verità e nella presenza. Senza presenza non puoi danzare, altrimenti i corpi sembrerebbero dei fantocci, dei pupazzi vuoti.

Ma la presenza è necessaria in tutto quello che fai, solo con la presenza puoi essere veramente chi tu sei.

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